IL DIARIO: PERCHÈ AVERNE UNO?

“Consigli a un aspirante scrittore”

Virginia Woolf, nel suo testo “CONSIGLI A UN ASPIRANTE SCRITTORE“, ci dice più volte quanto sia importante trarre ispirazione da ciò che ci circonda, da altri testi, da ciò che noi siamo e viviamo. La scrittura è questo.

Il diario può essere uno strumento attraverso il quale dar vita ad un processo creativo intrigante. Si tratta di una forma di scrittura che porta l’autore a prendere coscienza innanzi tutto di sé, e poi di quello che è il suo stile. È un modo per avvicinarsi a sé stessi, per capirsi attraverso la scrittura.

Possiamo andare oltre quello che è il classico diario giornaliero in cui raccontiamo quello che ci è successo; questa è la forma classica, molto utile, come dicevamo, sia per avere un primo contatto profondo con noi stessi, sia per iniziare ad instaurare un primo rapporto concreto con carta e penna. Lo possiamo strutturare nel modo più adatto a noi, inserendo la data, un titolo, aggiungendo immagini o note a lato. Possiamo sbizzarrirci e non avere limiti. Ma possiamo anche sperimentare e provare dei nuovi stili (in questo caso potrebbe esserci utile il testo di R. Queneau “ESERCIZI DI STILE“).

Sperimentare attraverso il diario

Possiamo scrivere, per ogni giorno della settimana, del modo in cui ci alziamo e facciamo colazione, ma ogni volta lo faremo con uno stile differente, magari in base a quello che é il nostro umore. In questo modo andremo a toccare quelle che sono le corde dei nostri stati d’animo e questi traspariranno nei nostri esperimenti letterari.

Perché non provare a scrivere il nostro diario immaginando di avere un’età diversa da quella che abbiamo? “Il mio diario di quando avrò novant’anni”.

Oppure possiamo scrivere un diario retroattivo, andando a ricercare quello che sono state le emozioni e le sensazioni che abbiamo vissuto in un dato momento.

E se provassimo a cambiare il punto di vista di chi scrive? Mi riferisco ad un punto di vista vero e proprio, fisico. Io sono una ragazza di 28 anni, alta… non lo diciamo. Diciamo che sono alta il giusto. In che modo un ragazzo, magari della mia stessa età, ma alto 1.90 vede ciò che vedo io?

Un’altra idea potrebbe essere un diario immaginario. Un diario di un bimbo appena nato, che per la prima volta sente la voce dell’ostetrica e gli prende un colpo! Lui non sa come dircelo, ma ci fa capire che questa donna ha proprio una voce da gallina. Il piccolo non sa ne cos’è una donna, ne cos’è una gallina, quindi può venir fuori un monologo esilarante.

Possiamo stilare un diario di viaggio, o un diario di bordo.
Qualsiasi forma avrà il vostro diario, vi stupirete di trovare un pezzettino di voi stessi in ogni pagina.Diario

Il diario secondo Virginia Woolf

Virginia Woolf ci dice questo:
“Se volete essere sicuri che celebrino il giorno della vostra nascita di qui a trecento anni, la cosa migliore da fare sarebbe senza dubbio quella di tenere un diario. Assicuratevi però, prima di tutto, di avere il coraggio d’imbottigliare il vostro genio in un libro segreto e abbastanza senso dell’umorismo da gongolare di una fama che sarà vostra solo una volta nella tomba.

Perché il bravo diarista scrive per se stesso o per una posterità tanto distante da poter ascoltare ogni segreto senza pericolo e giudicarne equamente le motivazioni. Per un pubblico del genere non c’è bisogno di avere né affettazione né riserbo. Sincerità è tutto ciò che chiedono, e dettagli da raccogliere in un libro. L’abilità con la penna fa certamente comodo, ma non è necessario essere brillanti. Il genio è perfino un ostacolo. E se conoscete il vostro mestiere e lo praticate con spirito virile, la posterità non vi chiederà di familiarizzare con grandi uomini, raccontare episodi famosi o andare a letto con le primedonne locali.”

di Elena Gavioli

Luglio 25, 2016

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