L’Artista Marziale – cap. 4 – Le stelle

4. Le stelle

 

Non le era mai piaciuta la velocità. Carlotta era sempre stata molto riflessiva, le veniva più naturale stare in disparte ad osservare piuttosto che partecipare alle cose attorno a sé.

Questa tendenza non poteva essere adottata nelle arti marziali, non al livello in cui si trovava.

Adesso le veniva chiesto di essere scattante, reattiva, pronta a rispondere o ad anticipare i vari colpi. Non poteva osservare e basta, doveva imparare a farlo mentre muoveva il corpo, calcolando, misurando i movimenti, la potenza e la velocità di ogni muscolo del corpo.

Le tibie indolenzite dai lividi si facevano sentire ad ogni movimento; ogni passo di corsa, ogni salto, ogni posizione le ricordavano quanto era stata lenta nell’evitare o nel parare i calci di Sandro.

Dietro il sorriso e la calma di cui si vestiva quotidianamente, nonostante la tensione, regnava la mortificazione più nera per tutte le tecniche che ancora non padroneggiava. Tutti gli errori le venivano costantemente fatti notare dai fratelli, e dall’istruttore, chiaramente con l’intento di aiutarla a migliorare.

Si sentiva stanca e vuota, quella sera. Il giorno prima era stata più volte sul punto di svenire, tanto che, pur di andare ugualmente ad allenarsi, era stata costretta a prendere l’integratore che il farmacista le aveva somministrato, dopo aver constatato che aveva la pressione molto bassa.

Aveva sciolto il contenuto della bustina nella bottiglietta d’acqua che portava sempre con sé sistemandosi comodamente su un muretto nei pressi della scuola dove lavorava.

Entrare in un bar e magari sedersi qualche minuto sarebbe stato più indicato, forse, ma i bar erano proprio quei luoghi che evitava accuratamente; forse per il clima troppo disteso che non si confaceva al suo animo…o per ridurre al minimo i contatti con le altre persone.

“Carlotta, se non ti senti bene puoi sempre sederti e osservare i tuoi compagni”, le aveva suggerito l’istruttore accorgendosi del suo pallore.

“No, no. Ce la faccio” rispose prontamente Carlotta, lievemente in imbarazzo per aver fatto notare la sua fragilità. L’occasione per far recuperare un po’ il suo corpo l’aveva avuta, e aveva deciso di buttarla via anche quel giorno.

“Come vuoi”

La sentenza giunse granitica e plasmò l’ennesimo allenamento massacrante.

Alla fine della lezione lasciarono la sala e raggiunsero le macchine nel parcheggio.

La luna era già alta e l’aria pungente regalava un cielo stellato come raramente si vede.

Furio alzò lo sguardo e, con un lieve sorriso, disse:

“Vi siete mai chiesti quale fossero le costellazioni di riferimento nell’antica Cina?”

“Come no! Il cielo visibile era suddiviso in tre porzioni dette Tre Recinti, che racchiudevano gli asterismi delle ventotto case lunari, articolate secondo quattro gruppi in corrispondenza dei punti cardinali…”, Mirko fu contento di poter condividere con gli altri i suoi recenti approfondimenti sul tema.

Furio sorrise compiaciuto, annuì col capo e concesse qualche minuto al suo allievo.

Carlotta ebbe un tuffo al cuore, rallentò per ascoltare meglio e pensò Lo sapevo, è adesso che comincia la lezione!

“Perfetto, quindi saprete anche che le stelle venivano raggruppate secondo gli elementi, gli animali o alcune loro parti anatomiche, giusto? – Furio interruppe Mirko e dirottò il discorso dove riteneva più istruttivo, dando per scontato che tutti i presenti non fossero digiuni sull’argomento.

Carlotta sentiva il cuore battere più veloce e il sangue irrorarle di nuovo le guance; una nuova energia le scaldava il corpo.

“Qualcuno di voi sta studiando le tecniche ispirate a dei precisi animali”, continuava Furio sapendo di avere ormai l’attenzione di tutti, “non ha mai riflettuto sul significato di tali corrispondenze?”

Sandro irruppe quasi urlando, come era solito fare quando qualcosa lo coinvolgeva particolarmente.

“Stai dicendo che per capire il drago o la tigre devo studiare astrologia?”

“Sto dicendo che non basta stare ore a ripetere le tecniche. Noi siamo parte di un tutto, come gli animali, le rocce, gli elementi e tutto ciò che ci circonda. Il cielo non è distante, è parte di noi; ci circonda e ci completa. È per questo che gli antichi maestri sapevano che le tecniche avevano una propria natura, un proprio carattere, e non erano mai uguali a se stesse. Non solo l’artista marziale cambia, ma anche la tecnica. Come il cielo, segue le stagioni, e le costellazioni suggeriscono all’uomo come comportarsi”

Carlotta prese fiato e, senza aspettare altro, interruppe Furio.

“Stai dicendo che anche i pugni cambiano in base alle stelle!”

Furio la guardò dritta negli occhi, allargò il sorriso e constatò bonariamente “Ve ne accorgete soltanto adesso?!”

Tommaso, che si era trattenuto fin troppo, sbottò in un epilogo irriverente:

“Ma dai, allora i miei colpi non sono sbagliati, sono fuori stagione”

La risata fu spontanea e generale, coinvolse perfino l’istruttore, che con quel segnale chiuse la lezione extra.

Si salutarono, le ultime espressioni di stupore si spensero, sotto l’immensità del cielo.

La macchina di Carlotta era più distante dalle altre, ma la raggiunse con andatura spedita, piena di un nuovo vigore, carica di adrenalina e di spirito di ricerca.

Questa era l’arte marziale che le piaceva.

Dimentica del dolore alle tibie, della vergogna e della mortificazione di pochi minuti prima, sotto quel cielo stellato per non fu più schiava di nessuno. Non c’era spazio per la paura e l’orgoglio tra le costellazioni, solo meraviglia e bellezza tra le stelle.

Si addormentò così, con gli occhi lucidi di gioia e un profondo senso di gratitudine nel cuore.

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di Autumna

giugno 13, 2018

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