Numerologia

Misteri e simbolismo dei numeri

La Numerologia, le cui origini risalgono a Pitagora, è lo studio dei numeri e del modo in cui essi riflettono certe attitudini e tendenze caratteriali, come parte integrale del piano cosmico.
Molti ancora oggi la considerano una scienza divinatoria, ma qui vogliamo soltanto raccontare il simbolismo legato ai numeri nelle più diverse tradizioni.

Pitagora

Presso tutte le grandi tradizioni filosofiche dell’antichità i numeri erano considerati chiavi di accesso ai misteri divini. Secondo Pitagora (570 – 490 a. C.), nel numero sta l’essenza dell’universo, perciò ai suoi discepoli insegnava i rapporti tra cifre, elementi della materia, divinità, pianeti e note musicali. Anche per Platone (427 – 347 a. C.), educato al pitagorismo, nei n umeri si trova il grado più alto di conoscenza dell’armonia universale.. Le stesse idee erano condivise dall’antica filosofia cinese, per la quale i numeri sono la chiave dell’equilibrio fra Cielo e Terra.

La “sapienza dei numeri”, detta aritmosofia, era usata presso alcune sette gnostichenei primi secoli dell’era cristiana, che raccoglievano tradizioini esoteriche egizie, greche e babilonesi. Ad esempio, per alcuni di questi gruppi la cifra 99 era il loro modo per scrivere “Amen”; e in ambito cristiano è famoso il numero dell’Anticristo 666 citato nell’Apocalisse di san Giovanni.

I numeri nella magia  e nell’arte

Albero della Qabbalah (1987), olio su tavola di Davide Tonato

Già dal IV secolo aveva cominciato a svilupparsi la Qabbalah (o Cabala) ebraica, che considerava i primi dieci numeri come le emanzioni divine grazie alle quali fu creato l’Universo. Quelle emanazioni, dette Sefiroth, erano distrubuite nel cosiddetto Albero della Qabbalah e unite fra loro dalle 22 lettere dell’alfabeto ebraico, ognuna delle quali corrisponde a un preciso valore numerico.

Nell’esoterismo ebraico , il rapporto tra numeri e lettere diede origine alla ghematria. Questa tecnica, già nota ai babilonesi e ai greci, era utilizzata per spiegare le Sacre Scritture, trasformando le lettere in numeri. In pratica, le parole e le frasi che danno lo stesso risultato numerico possono sotituirsi l’una all’altra  e offrire nuove rivelazioni.

Durante il Medioevo, molti filosofi si dedicarono all’aritmosofia e ai suoi rapporti con la geometria. Non a caso le cattedrali gotiche rispondono a un preciso simbolismo, e allo stesso modo un grande numero di dipinti medioevali e rinascimentali si basa sulla cosiddetta “sezione aurea”, un sistema di relazioni matematiche e geometriche usato per dare proporzioni  armoniche a edifici, dipinti e sculture. Alcuni infine usarono i numeri come chiave per interpretare i cicli storici e prevedere le mutazioni politiche.

La numerologia aveva anche profondi legami con l’astrologia e con la magia. Questi segreti co minciarono ad essere divulgati nel De occultaphilosophia (1532), dal filosofo tedesco Enrico Cornelio Agrippa di Nettesheim (1486 – 1535). Questi dedicò numerosa pagine ai rapporti dei numeri con il Mondo Archetipico, Celeste e Sublunare, cioè con l eSfere planetarie, le Entità angeliche, il Corpo umano, gli Spiriti infernali, il Mondo naturale (piante, pietre, metalli). Il mago tedesco spiegò anche i poteri magici dei numeri, in altre parole il modo per divinare il futuro, invocare gli Angeli e dominare gli Spiriti planetari, per mezzo di talismani detti “quadrati magici”, dove la somma dei numeri posta su una fila siripete intutte le direzioni nel quadrato, in orizzontale, verticale e diagonale.

Il revival della numerologia mistica

Eliphas Levi

Le sintesi fisico-matematiche del Seicento (Galileo, Keplero, Newton), che determinarono la nascita della moderna scienza sperimentale, relegarono la numerologia nel campo delle superstizioni. Ciò nonostante, sul finire del Settecento, si ebbe un grande revival delle arti magiche che coinvolse anche numerosi membri della Massoneria francese.

Tra questi un certo Jean- Baptiste Alliette (1738 – 1791), alias Etteilla, pubblicò una serie di opere dedicate al cosiddetto “Libro di Thoth”, com’erano chiamati a quel tempo i Tarocchi, dei quali provò a spiegare il significato occulto per mezzo della aritmosofia.

Nell’Ottocento i lmatematico polacco Hoene Wronsky (1779 – 1853) si propose di scoprire le leggi matematiche dell’Assoluto ed elaborò complesse teorie, che trasmise oralmente a numerosi discepoli, tra i quali spicca l’occultista francese Alphonse Louis Constant (1801 – 1875), più noto con lo pseudonimo di Eliphas Levi, considerato il rinnovatore dell’occultismo occidentale. Costui offrì una nuova teoria per spiegare il rapporto esistente tra Dio, l’Uomo e l’Universo; teorie che hanno come elemento centrale i 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi.

Tarocchi

0
Zero
1
Uno
2
Due
3
Tre
4
Quattro
5
Cinque
6
Sei
7
Sette
8
Otto
9
Nove
10
Dieci
11
Undici
12
Dodici
13
Tredici
14
Quattordici
15
Quindici
16
Sedici
17
Diciassette
18
Diciotto
19
Diciannove
20
Venti
21
Ventuno
22
Ventidue
24
Ventiquattro
28
Ventotto
30
Trenta
32
Trentadue
36
Trentasei
40
Quaranta
72
Settantadue
888
Ottocentottantotto
1000
Mille
settembre 10, 2018

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