IL FIUME E IL DESERTO – Parte dodicesima: Attacco alla Serenissima

Maggio Anno del Signore 1530. Il vento di guerra era ritornato a soffiare e il condottiero dei lanzichenecchi Heino Rilke si sentiva nuovamente a suo agio, dopo anni di nauseante pace e disoccupazione. Rivide le contrade che anni prima aveva visitato, a quei tempi disperato e pronto a saccheggiare, assieme a un pugno di disertori. …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte undicesima: L’ultimo talismano

Maggio. Anno del Signore 1530. Ferruccio Alberti saliva il sentiero montano senza fatica. I supporti metallici, azionati dal vapore che sostenevano le gambe, gli permettevano di avanzare a grandi falcate. Guardò il Monte Redondo, il finto vulcano in cui erano state fabbricate le prime macchine che avevano dato progresso alla Serenissima Repubblica, ma anche quelle …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte decima: l’impero delle tenebre

Maggio. Anno del signore 1930 Sorse l’alba e il corsaro Barbarossa vide all’orizzonte la costa della Sicilia stagliarsi. La gioia dell’imminenza dello sbarco si gelò non appena il profilo lineare della terraferma si ruppe in uno sciame che entro breve si mostrò come una flotta di aerogalee su cui garriva il vessillo del Leone di …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte ottava: Civiltà in guerra

Aprile. Anno del Signore 1530 Il Doge, l’agente Musico, Capitan Angelo e il Condottiero Tagliaferri ascoltarono il rapporto dell’agente Ahmed. «Si considerano ormai un triumvirato, possiedono macchine più potenti delle nostre, fabbricate in Giapangu. Stanno soltanto aspettando che la Repubblica e L’Impero Ottomano si guerreggino, indebolendosi, per trionfare loro. Nonostante abbiano soltanto usato fumi soporiferi …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte settima: Sotto la sabbia

Aprile. Anno del Signore 1530   Fulvia montava di guardia stringendo in mano l’archibugio a ripetizione. Era il suo turno e ormai si era abituata alle ore passate sempre guardinga e attenta a ogni minimo rumore e anche a ombre in movimento. Era una notte di luna e il suo sguardo poteva estendersi per almeno …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte seconda: La mummia parlante

Dicembre. Anno del Signore 1529 Le porte si aprirono e Iside entrò nella sala, scortata da due guardie e un corteo di dignitari. Dietro loro, quattro uomini fecero la loro entrata con una portantina dorata. Seduta su di essa c’era la figura di una persona fasciata dalla testa ai piedi. Nonostante a debita distanza, Gabriele …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte prima: Il carro del faraone

Novembre. Anno del Signore 1529 I contorni della piramide disegnavano un nero triangolo nella notte stellata, montagna costruita dall’uomo nel deserto, testimone di un’antica grandezza, capitolo di una storia millenaria, di re, regine, dei e dee, popoli passati e trascorsi, come le acque del Nilo, non troppo distante dall’accampamento dei nomadi. Il buio s’illuminò d’un …read more →

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L’angelo e l’aquila

Ottobre. Anno del Signore 1529 Da quando aveva iniziato il sacerdozio, Luna d’Argento aveva imparato il concetto di ”angeli”, ”messaggeri” in greco. In India li chiamavano ”deva”. Esseri tra il Grande Spirito e gli umani, con le proprie gerarchie e funzioni. Comprendere l’armonica fusione tra politeismo e monoteismo era stato come illuminare strade buie, un …read more →

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La statua di Minerva

Ottobre. Anno del Signore 1529 Il vaporetto navigava sbuffando per il Canal Grande. Luna d’Argento guardava i palazzi che incorniciavano la strada acquosa di quella versione aliena di Tenochtitlan, meno imponente ma ugualmente affascinante, pensando a un gemellaggio con gli antenati degli abitanti della capitale d’Italia. Venezia era sorta come Tenochtitlan, eretta dalla voglia di …read more →

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Gli ultimi longobardi

Settembre. Anno del Signore 1529 La strade di Padova erano un viavai variopinto di gente elegante, indaffarata, e all’apparenza allegra. I sensi di Luna d’Argento cercavano di concentrarsi su quell’arcobaleno per alleviare la valanga di immagini altrettanto colorate che aveva in testa. Non sapeva se il potere di vedere diversi piani di realtà fosse un …read more →

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