IL FIUME E IL DESERTO – Parte quattordicesima: Corsari e spie

Giugno Anno del Signore 1530 Il sole splendeva riflettendo sprazzi luccicanti sulle onde della laguna. Ma la notte regnava nell’anima di Ferruccio. Non lo consolava il bel tempo e neppure la parata degli alleati, pronti a battersi a fianco della Serenissima. Era in contatto mentale con Fioravante con la lancia che lui stringeva nascondendola dietro …read more →

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L’acacia e il gatto colorato

C’è una grande acacia nella scarpata sotto la nostra casa, uno dei pochi alberi che sono riusciti a crescere su queste aride colline. Ha affondato le sue radici trai sassi e a fatica tende le sue foglie al vento. ‘Che ne pensi?’ le ha chiesto il gatto colorato, ‘che ne pensi, amica mia, di questa …read more →

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Senza fare rumore

Antonio Ribero rincasò tardi anche quella sera. La prima cosa che udì, appena varcata la porta d’ingresso, fu un vociare acuto, leggermente ovattato, di una lite in corso. In fondo al corridoio, vide un chiarore soffuso proiettarsi sulla parete, facendo sfumare le ombre del salotto. Chiusa la porta, avanzò piano, posò le chiavi sul mobiletto …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte tredicesima: L’ombra di Iside

Maggio. Anno del Signore 1530 La Festa dello Sposalizio del Mare e del Cielo si era svolta, come se l’ombra della guerra imminente fosse stata dimenticata per un giorno. Il Doge aveva compiuto il rito lanciando il tradizionale anello legato a un piccolo ornitottero dal Bucinvolo. Dalla grande galea volante aveva salutato la folla dei …read more →

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La bambolina appesa

C’era una volta in via Tiziano Zalli un cavalcavia in cemento armato, i lodigiani lo chiamavano il k2 poiché era una struttura che si innalzava verso l’alto permettendo un passaggio pedonale al di sopra della ferrovia. Questa imponente struttura era formata da più spezzoni prefabbricati che, salendo a zig zag poggiavano su enormi pilastri, scavalcando …read more →

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La letterina

Caro Gesù bambino Quest’anno frequento la seconda elementare e finalmente posso scriverti. Ho sempre voluto parlare un po’ con te. Adesso nessuno più ti scrive le letterine, scrivono tutti a Babbo Natale e a me non piace. Mio padre mi diceva sempre che ai tempi suoi quando era bambino lui tutti scrivevano a Gesù, Babbo …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte decima: l’impero delle tenebre

Maggio. Anno del signore 1930 Sorse l’alba e il corsaro Barbarossa vide all’orizzonte la costa della Sicilia stagliarsi. La gioia dell’imminenza dello sbarco si gelò non appena il profilo lineare della terraferma si ruppe in uno sciame che entro breve si mostrò come una flotta di aerogalee su cui garriva il vessillo del Leone di …read more →

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Ringraziamenti (Oscar e Shingen)

Ringrazio la mia mamma e il mio papà per non aver mai smesso di credere in me, dandomi la giusta carica per continuare il mio lavoro. Ringrazio il mio Idolo, Marco Mengoni, per avermi dato in tutti questi anni la forza che ho oggi. Ringrazio Anna Maria Taburet e Rosy Messina per essere state sempre …read more →

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IL FIUME E IL DESERTO – Parte nona: Ombra contro luce

Aprile. Anno del Signore 1530 Freja era sola. Lo era sempre stata, nonostante avesse passato una gioventù al centro dell’attenzione di tutti, ammirata per la sua bellezza in ogni corte sfarzosa. Sola, nonostante, alla testa di un esercito pronto a morire per lei e alla vigilia della conquista del mondo, nel suo ambiente preferito, sottoterra. …read more →

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