Le streghe di Albione 2

Luglio. Anno del Signore 1644

 

La vedova Jones non capì cosa stesse succedendo, ma aguzzò le orecchie, carpendo brani di conversazione.

«Cosa significherebbe che non siete spagnoli?» chiese una voce decisa di donna, come se la rabbia e la diffidenza le avessero infuso una carica di energia inesauribile.

«Siamo italiani» rivelò l’ufficiale.

«Italiani?» chiese la donna come se non credessse alla proprie orecchie. «Ossia alleati dei francesi. E cosa cercate qui, in questa terra disgraziata?»

Un’altra voce si unì alla prima.

«Donne, sono venute a salvarci! Sono arrivati dal cielo sulle loro macchine volanti! Sono venuti a portarci nel loro paese meraviglioso!»

«Nessuno fa niente per niente. Se rischiano la pelle in barba a tutti i trattati devono sicuramente avere il loro tornaconto. Vero, condottiero?» ribattè la prima donna.

«Di sicuro, signora. E se avrà la pazienza e la compiacenza di ascoltarmi spiegherò tutto» rispose l’ufficiale.

La vedova ascoltò ogni parola dell’italiano.

«Signore, il tempo stringe e sarò breve. Abbiamo bisogno di donne come voi per una missione importantissima.»

«L’Italia ha bisogno di streghe?» richiese la donna dall’aria decisa.

«L’Italia non considera streghe gente come voi. Ma non è solo l’Italia ad averne bisogno bensì il mondo, Inghilterra compresa.»

«E noi dovremmo salvare o sanare il mondo? Proprio qui dove la morte è il pranzo giornaliero? L’Inghilterra ha cessato di esistere.»

«In Inghilterra si trova un luogo unico, un sacrario antichissimo dove aleggiano potenti energie che hanno bisogno di essere attivate da riti che qualcuna di voi conosce.»

«Riti magici intendete dire condottiero?»

«Diciamo riti che non seguono le regole della scienza tradizionale» rispose l’italiano.

«E dove si troverebbe questo luogo? E cosa sarebbe? Una chiesa o un tempio costruito dai vostri antenati romani?»

«Un sacrario eretto dai vostri antenati.»

«I nostri antenati?»

«Gli antichi celti. Prima che Roma venisse costruita.»

«I nostri antenati andavano in giro con la faccia dipinta di blu e non sapevano né leggere, né scrivere, né costruire.»

«Vi sbagliate signora. I celti erano maestri della magia religiosa molto vicini alle forze della natura. I loro druidi erano a contatto con i Messaggeri ossia gli angeli, o gli dei.»

«Ossia erano degli stregoni.»

«Diciamo sacerdoti.»

«Gli unici sacerdoti che conosciamo sono i preti dell’Inquisizione che vedono la magia come il fumo negli occhi, ma che amano il fumo dei roghi dove sbattono gente come noi. L’anticamera dell’Inferno dove predicano le streghe meritino di finire.»

«Signora. Se vorrete credermi, voi e le altre potrete usare le vostre prerogative e attivare forze benefiche e potenti.»

«E in cambio cosa ci viene?»

«Un viaggio in Italia per tutte. Ci sarà bisogno di gente come voi anche là. Lavoro pagato, e gratificazione. La soddisfazione di poter contribuire al progresso della scienza occulta.»

«Che ne dite voi?» chiese la donna. «Non abbiamo niente da perdere. Accettiamo la proposta italiana?»

Nessuna si oppose.

Fu allora che la vedova Jones prese la decisione.

Uscì dal nascondiglio insieme ai figli.

«Portatemi con voi condottiero!»

«E tu chi saresti, donna?» chiese la presunta strega prima ancora che l’ufficiale italiano potesse riprendersi dalla sorpresa.

«Sono una candidata al rogo come voi. Guarivo la gente in un modo non consono alla medicina tradizionale. Mio marito ha pagato per le mie colpe, linciato dalla folla di ignoranti superstiziosi.»

Il condottiero prese la decisione.

«Benvenuta tra noi, signora. Vogliate salire sul carro e unitevi alle altre. E anche i pargoli.»

La vedova si affrettò a ubbidire all’ufficiale.

«Ascoltatemi bene, signore. Durante il viaggio dovrete fingere di essere condannate scortate da truppe spagnole. Ogni volta che incontrerete pattuglie realiste o alleate assumete l’espressione rassegnata; piangete, imprecate, urlate. Abbiamo un lungo viaggio davanti a noi. La nostra meta è ancora lontana.»

«Già condottiero» chiese la donna dalla lingua facile, «visto che voi italiani ci avete dato un’offerta a cui non si può rifiutare, potremmo almeno sapere dove si trova il luogo dove dovremmo fare il sabba?»

«Presso la città di Salisbury. Il sacrario si chiama Stonehenge.»

«Mai sentito» commentò la donna. «Incredibile come voi italiani la conosciate e noi inglesi la ignoriamo.»

«I nostri sensitivi ce l’hanno segnalata.»

«Stregoni italiani imparano la cultura e la geografia inglese. Deve essere il paradiso delle streghe l’Italia.»

«Ci stiamo togliendo dall’ignoranza anche se la strada è ancora lunga» rispose l’ufficiale.

«A proposito, condottiero, come mai per andare a Stonevattelapesca non usiamo una delle vostre leggendarie macchine volanti?»

«Perché la vedrebbero in troppi. E capirebbero subito la nostra presenza.»

«E come siete arrivati fin qui allora?»

«Via mare, su un submarem da trasporto. Una nave che naviga sotto le acque.»

«Nel senso che dopo il sabba dovremmo rifare tutta quella strada fino alla costa e viaggiare in Italia su questo… submarine

«No signora. Quando avremo concluso la missione, durante la notte verremo prelevati da un’ aeronave. La popolazione locale si tiene lontana da quel luogo che ritiene popolato da forze demoniache. Crederanno che l’arrivo e la partenza del velivolo sarà un fenomeno paranormale.»

«E di sicuro urleranno Vade Retro Satan quei superstiziosi! Basta che non ci disturbino durante il sabba.»

«E adesso mettiamoci in cammino» ordinò l’ufficiale.

La carovana si mosse.

La vedova Jones si presentò alle altre.

«Jones, Angela Jones.»

Quella sfacciata disse il proprio nome.

«Mary, come la Vergine. Anche se da tempo non lo sono più.»

«Vedova anche tu?» chiese Angela.

La donna si mise a ridere a squarciagola prima di rispondere.

«Forse. Ho avuto tanti uomini che se qualcuno è morto potrei definirmi plurivedova. Ma non lo so, perché i miei amanti chissá dove sono ora. Ho dato amore e calore senza badare se fossero fedeli al Re o al Parlamento. Putitani o Cattolici. Irlandesi, scozzesi o inglesi. Ho dato un’oasi di gioia a uomini che avevano bisogno di una goccia d’amore. L’ho fatto per mestiere,  ma ci ho anche messo il cuore oltre che il corpo. Li ho amati tutti. Ho venduto amore e per questo sono stata considerata strega.»

«Tutto qui?» commentò Angela. «Non sei guaritrice, né sensitiva né… altro?»

«Se per ”altro” intendi captare la forza dell’amore universale, secondo l’Inquisizione che ama le donne frigide meriterei che anche le mie ceneri vengano bruciate dopo il rogo.»

CONTINUA…

 

di Paolo Ninzatti

Racconto breve ambientato un secolo dopo nell’universo del romanzo
“Il Sole all’Orizzonte” dello stesso autore.

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