A E…

A E…

Capita, spesso, di risentire la tua voce
nella brezza che sussurra tra gli alberi
nei sospiri della notte più buia.
Capita, spesso, di rivedere i tuoi occhi
nei riflessi del sole tra le onde del mare
nel chiarore della luna che rischiara la città.
Sei in ogni luogo al di fuori di me.
Sei in ogni meandro di me stesso.
Il tempo che scivola via non conta nulla.
La distanza che ci separa non è importante.
Ti porto dentro perché non riesco a lasciarti andare.
E scrivo di te, di noi lontani
perché la mia anima ha bisogno di farlo.
Forse, non avrei dovuto dirti “ti amo”,
ma come poterlo non fare?
Come riuscire a non innamorarsi di te?
Adesso sei come spettro
che mi perseguita di minuto in minuto
mentre continuo a sognare un tuo bacio.
E mi agito, ho paura
di non rivederti mai più.
Oh, se solo potesse capitare!
Quanto vasta sarebbe la mia gioia!
E così profondo l’oblio
quando te ne andresti.
Ma no, anima, placati!
Tu non passerai domani.
Ti ho amata.
Ti ho perduta.

di Davide Stocovaz

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