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Frattale
Cosa sono i frattali? I frattali sono delle funzioni matematiche che si traducono in una formula ricorsiva. Essi descrivono l’andamento di fenomeni naturali complessi, solo apparentemente caotici, ma, invece determinabili e misurabili con
Le biciclette di Copenhagen 16
Copenaghen, la capitale della Danimarca, non a
Le biciclette di Copenhagen 15
Copenaghen, la capitale della Danimarca,
Spring
Spring Primavera Olio su tavola, 30 x 40 di Donatella
Le biciclette di Copenhagen 14
Lago di Sortedams Sø.”Guardate con l’occhio del turista / la città anonima / il flusso continuo, celebrità di Copenaghen / mille ragazze in bici / un brusio di manubri nichelati / che
Fly
Fly Questa illustrazione è stata realizzata per un contest che aveva come tema il "Viaggio". Un viaggio può avere varie forme e cosi abbiamo deciso di creare questi due ragazzi che volano via sulla loro mongolfiera modificata in stile steampunk
Le biciclette di Copenhagen 13
  Pinacoteca Nazionale, Statens Museum for Kunst. Nella progettazione dei nuovi giardini davanti al museo, inauguratinel 2014, non potevano mancare i posteggi per le
The Lost One In Labyrinth
The Lost One In Labyrinth Quello perduto nel labirinto 43x35, 2020 di Nina Tokhtaman
Inferno – canto XXXIV
INFERNO Canto XXXIV Testo «Vexilla regis prodeunt inferni verso di noi; però dinanzi mira», disse ’l maestro mio «se tu ’l discerni».           3 Come quando una grossa nebbia spira, o quando l’emisperio nostro annotta, par di
Inferno – canto XXXIII
INFERNO Canto XXXIII Testo La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a’capelli del capo ch’elli avea di retro guasto.               3 Poi cominciò: «Tu vuo’ ch’io rinovelli disperato dolor che ’l cor mi preme già
Inferno – canto XXXII
INFERNO Canto XXXII Testo S’io avessi le rime aspre e chiocce, come si converrebbe al tristo buco sovra ’l qual pontan tutte l’altre rocce,               3 io premerei di mio concetto il suco più pienamente; ma perch’io non
Inferno – canto XXXI
INFERNO Canto XXXI Testo Una medesma lingua pria mi morse, sì che mi tinse l’una e l’altra guancia, e poi la medicina mi riporse;                          3 così od’io che solea far la lancia d’Achille e del suo padre esser
Inferno – canto XXX
INFERNO Canto XXX Testo Nel tempo che Iunone era crucciata per Semelè contra ’l sangue tebano, come mostrò una e altra fiata,                        3 Atamante divenne tanto insano, che veggendo la moglie con due figli andar
Inferno – canto XXIX
INFERNO Canto XXIX Testo La molta gente e le diverse piaghe avean le luci mie sì inebrïate, che de lo stare a piangere eran vaghe.            3 Ma Virgilio mi disse: «Che pur guate? perché la vista tua pur si soffolge là giù tra
Inferno – canto XXVIII
INFERNO Canto XXVIII Testo Chi poria mai pur con parole sciolte dicer del sangue e de le piaghe a pieno ch’i’ ora vidi, per narrar più volte?                    3 Ogne lingua per certo verria meno per lo nostro sermone e per la
Inferno – canto XXVII
INFERNO Canto XXVII Testo Già era dritta in sù la fiamma e queta per non dir più, e già da noi sen gia con la licenza del dolce poeta,                          3 quand’un’altra, che dietro a lei venia, ne fece volger li occhi a la
Inferno – canto XXVI
INFERNO Canto XXVI Testo Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ’nferno tuo nome si spande!                 3 Tra li ladron trovai cinque cotali tuoi cittadini onde mi ven
Inferno – canto XXV
INFERNO Canto XXV Testo Al fine de le sue parole il ladro le mani alzò con amendue le fiche, gridando: «Togli, Dio, ch’a te le squadro!».       3 Da indi in qua mi fuor le serpi amiche, perch’una li s’avvolse allora al
Inferno – canto XXIV
INFERNO Canto XXIV Testo In quella parte del giovanetto anno che ’l sole i crin sotto l’Aquario tempra e già le notti al mezzo dì sen vanno,              3 quando la brina in su la terra assempra l’imagine di sua sorella
Inferno – canto XXIII
INFERNO Canto XXIII Testo Taciti, soli, sanza compagnia n’andavam l’un dinanzi e l’altro dopo, come frati minor vanno per via.                 3 Vòlt’era in su la favola d’Isopo lo mio pensier per la presente rissa, dov’el parlò
Inferno – canto XXII
INFERNO Canto XXII Testo Io vidi già cavalier muover campo, e cominciare stormo e far lor mostra, e talvolta partir per loro scampo;                      3 corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir
Inferno – canto XXI
INFERNO Canto XXI Testo Così di ponte in ponte, altro parlando che la mia comedìa cantar non cura, venimmo; e tenavamo il colmo, quando       3 restammo per veder l’altra fessura di Malebolge e li altri pianti vani; e vidila
Inferno – canto XX
INFERNO Canto XX Testo Di nova pena mi conven far versi e dar matera al ventesimo canto de la prima canzon ch’è d’i sommersi.         3 Io era già disposto tutto quanto a riguardar ne lo scoperto fondo, che si bagnava
Inferno – canto XIX
INFERNO Canto XIX Testo O Simon mago, o miseri seguaci che le cose di Dio, che di bontate deon essere spose, e voi rapaci                 3 per oro e per argento avolterate, or convien che per voi suoni la tromba, però che ne la
Inferno – canto XVIII
INFERNO Canto XVIII Testo Luogo è in inferno detto Malebolge, tutto di pietra di color ferrigno, come la cerchia che dintorno il volge.        3 Nel dritto mezzo del campo maligno vaneggia un pozzo assai largo e profondo, di cui
Inferno – canto XVII
INFERNO Canto XVII Testo «Ecco la fiera con la coda aguzza, che passa i monti, e rompe i muri e l’armi! Ecco colei che tutto ’l mondo appuzza!».        3 Sì cominciò lo mio duca a parlarmi; e accennolle che venisse a proda vicino
Inferno - canto XVI
INFERNO Canto XVI Testo Già era in loco onde s’udìa ’l rimbombo de l’acqua che cadea ne l’altro giro, simile a quel che l’arnie fanno rombo,            3 quando tre ombre insieme si partiro, correndo, d’una torma che
Inferno – canto XV
INFERNO Canto XV Testo Ora cen porta l’un de’ duri margini; e ’l fummo del ruscel di sopra aduggia, sì che dal foco salva l’acqua e li argini.           3 Quali Fiamminghi tra Guizzante e Bruggia, temendo ’l fiotto che ’nver lor
Inferno – canto XIV
INFERNO Canto XIV Testo Poi che la carità del natio loco mi strinse, raunai le fronde sparte, e rende’le a colui, ch’era già fioco.                3 Indi venimmo al fine ove si parte lo secondo giron dal terzo, e dove si vede di
Inferno – canto XIII
INFERNO Canto XIII Testo Non era ancor di là Nesso arrivato, quando noi ci mettemmo per un bosco che da neun sentiero era segnato.                   3Non fronda verde, ma di color fosco; non rami schietti, ma nodosi e ’nvolti; non
Inferno – canto XII
INFERNO Canto XII Testo Era lo loco ov’a scender la riva venimmo, alpestro e, per quel che v’er’anco, tal, ch’ogne vista ne sarebbe schiva.              3 Qual è quella ruina che nel fianco di qua da Trento l’Adice percosse, o